Computer simulation of the Belousov-Zhabotinsky reaction, classical example of non-equilibrium thermodynamics
 
L'Universo in evoluzione
 
Tempo ed entropia
 
La morte di Prigogine
 
Il mago della complessità
 

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Profeta del caos
 
La natura del tempo
 
Una vita tra filosofia e scienza
 
Intervista a Prigogine
 
Rivisitazione della vita e del pensiero di Prigione
 
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Teoria del caos e della complessità
 
La nuova alleanza tra umanesimo e scienze della natura
 
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Tra determinismo e complessità
 
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Termodinamica e complessità
 
100 anni fa nasceva Ilya Prigione
 
 

 
Breve dizionario sulla complessità
 
Ilya Prigogine From Wikipedia
 
Caos, Complessità e autorganizzazione
 
Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche
 
International Solvay Institutes for Physics and Chemistry
 
Santa Fe Institute
 
Ilya Prigogine Center for Studies in Statistical Mechanics and Complex Systems
 
Humberto Maturana e Francisco Varela
 
Il sito di Alex Pluchino
 

 

 

 
Incontro con Ilya Prigogine

Intervista effettuata il 23 ottobre 1984, Prigogine ricorda gli anni della giovinezza e dell'insegnamento nel Belgio occupato dai tedeschi e il suo lavoro scientifico che gli valse il Premio Nobel per la chimica nel 1977.


 


L'Universo in evoluzione

Per Ilya Prigogine la scienza alla fine del XX° secolo deve tendere a una nuova razionalità che non identifichi più scienza con onniscienza e calcolo delle probabilità con ignoranza...

   

 “L'utopia del futuro costruisce il presente.”


“L'evoluzione fisica e chimica di un sistema conduce ad uno stato d'equilibrio di massimo disordine.”


“Ciò che chiamiamo realtà deriva dalla nostra partecipazione attiva alla sua costruzione.”


“L'irreversibilità del tempo permette al caos di diventare ordine.”


“La realtà è solo una delle realizzazioni del possibile.”


“Quante più cose apprendiamo sul nostro Universo, tanto più difficile diventa credere nel determinismo.”


“Il futuro è incerto, ma è proprio quest'incertezza il cuore della creatività umana.”


“Noi cresciamo in proporzione alla quantità di caos che siamo in grado di sostenere e dissipare.”


“Dio non è che un archivista che svela una sequenza infinita che ha progettato una volta per tutte. Egli prosegue la fatica della creazione nel tempo.”

 

                

  Una breve sintesi della fisica delle particelle e delle loro interazioni

  Una guida alla scoperta e alla esplorazione degli astri

 

 

 

ILYA PRIGOGINE
 

 

"Il reale è meno ricco del possibile"

Biografia

 

Ilya Prigogine nasce il 25 gennaio 1917 a Mosca. A causa del cambiamento di regime la famiglia lascia la Russia nel 1921 e dopo qualche anno di spostamenti in Europa e un breve soggiorno in Germania, nel 1929 si stabilisce definitivamente in Belgio, a Bruxelles, dove il giovane Prigogine compie i propri studi medi e superiori. Il Belgio diventa da allora la sua patria d'adozione e nel 1949 gli verrà concessa la nazionalità belga.

A Bruxelles studia chimica e fisica all'Université Libre, dove nel 1942 si laurea. In questi anni Prigogine subisce la decisiva influenza intellettuale di due suoi professori, Theophile de Donder, dottore in scienze fisiche e titolare di un corso di termodinamica teorica, e Jean Timmermans, sperimentatore interessato alle applicazioni della termodinamica classica alle soluzioni liquide e, più in generale, ai sistemi complessi. I due studiosi orientarono l'interesse del giovane Prigogine verso la termodinamica dei sistemi complessi.

Dopo il conseguimento della laurea inizia la sua attività di ricercatore presso l'Université Libre ma è presto costretto a interromperla per la chiusura dell'università in seguito all'occupazione tedesca.

Nel frattempo i suoi interessi scientifici si focalizzano sullo studio dei fenomeni irreversibili. E' in questo periodo che Prigogine comincia a considerare il ruolo essenziale dei fenomeni irreversibili negli esseri viventi. Tali ricerche confluiscono nella sua tesi, presentata nel 1945 all'Université Libre con il titolo di Etude Thermodynamique des Phenomènes irreversibles. Con quest'opera si può dire inizi il lungo processo di elaborazione che porterà Prigogine a formulare nel 1967, più di vent'anni dopo, il concetto di struttura dissipativa.

L'importanza dell'opera di Prigogine viene intanto riconosciuta in una sfera sempre più larga e nel 1959 viene nominato direttore degli Instituts Internationaux de Phisique et de Chimie Solvay.

Nel 1967 Prigogine introduce esplicitamente il concetto di struttura dissipativa in una comunicazione intitolata Structure, Dissipation and Life. A questo punto si è ormai reso conto che a fianco delle strutture classiche di equilibrio appaiono anche, a sufficiente distanza dall'equilibrio, delle strutture dissipative coerenti. Questo tema viene trattato a fondo in un suo libro scritto da Prigogine nel 1971 insieme a Paul Glansdorff, con il titolo di  Structure, Stabilité et Fluctuations.

La reputazione scientifica di Prigogine sia come teorico che come sperimentatore si diffonde intanto anche al di fuori dell'Europa . Non giunge perciò inattesa la sua nomina a direttore del Center for Statistical Mechanics and Thermodynamics della University of Texas (Austin).

Il riconoscimento più significativo del valore della sua attività nell'ambito dello studio dei processi irreversibili e della termodinamica dei sistemi complessi viene a Prigogine, già vincitore del premio Solvay nel 1965, dall'assegnazione del premio Nobel per la chimica nel 1977. Dello stesso anno è la pubblicazione di un'opera fondamentale per la comprensione del suo pensiero, Self-Organization in Non-Equilibrium Systems (Le Strutture dissipative, Sansoni, Firenze 1982), scritta in collaborazione con G. Nicolis.

La varietà e la vivacità degli interessi intellettuali di Prigogine sono testimoniate anche dall'audace tentativo di portare le proprie idee, e soprattutto l'intuizione del ruolo fondamentale dell'irreversibilità  per i processi di autorganizzazione  spontanea, in campi diversi da quello chimico-fisico. Secondo Prigogine in condizioni di lontananza dall'equilibrio la materia è in grado di percepire differenze nel mondo esterno e di reagire con grandi effetti a piccole fluttuazioni. Pur senza portarla sino in fondo Prigogine suggerisce la possibilità di un'analogia  con i sistemi sociali e con la storia. Frutto di queste riflessioni è il libro scritto nel 1979 insieme a Isabelle Stengers, La Nouvelle Alliance. Métamorphose de la Science (La nuova alleanza. Metamorfosi della scienza, Einaudi, Torino 1981). Questo libro, sicuramente il più noto al pubblico dei non specialisti, mantiene sin dal titolo un ideale legame con un testo che a sua volta aveva suscitato ampio dibattito, Il caso e la necessità. Saggio sulla filosofia naturale della biologia contemporanea, scritto nel 1970 da Jacques Monod, biologo molecolare francese, premio Nobel nel 1965. Secondo Monod, l'avvento della scienza moderna ha separato il regno della verità oggettiva da quello dei valori producendo l'angoscia che caratterizza la nostra cultura. L'unica strada che ancora possiamo percorrere è quella dell'accettazione di un'austera <etica della conoscenza>; scrive a tal proposito Monod: <L'antica alleanza è infranta; l'uomo finalmente sa di essere solo nell'immensità indifferente dell'universo da cui è emerso per caso. Il suo dovere come il suo destino, non è scritto in nessun luogo. A lui la scelta tra il Regno e le tenebre>.
Prigogine, che afferma di essere stato grandemente influenzato dal libro di Monod, nella Nuova alleanza ammette che il biochimico francese ha tratto con rigore e coerenza le conseguenze filosofiche della scienza classica, tesa a determinare le leggi universali di una natura vista come un meccanismo semplice e reversibile (il modello meccanicistico del <mondo-orologio>. Tuttavia l'odierna prospettiva scientifica, sostiene Prigogine, ci offre un'immagine molto diversa: i processi irreversibili rimettono in gioco le nozioni di struttura, funzione, storia. In questa nuova prospettiva l'irreversibilità è fonte di ordine e creatrice d'organizzazione. Per questo il mondo dell'uomo non va visto come un'eccezione marginale dell'universo: nel segno del recupero dell'importanza del tempo e dei  processi irreversibili si può ricostituire una <nuova alleanza> tra uomo e natura.

In definitiva se <è morta e sepolta l'antica alleanza, l'alleanza animista..., il mondo finalizzato>, è anche vero per Prigogine che il <nostro mondo non è nemmeno il mondo della "moderna alleanza". Non è il mondo silenzioso e monotono, abbandonato dagli antichi incantesimi, il mondo-orologio sul quale ci è stata assegnata la giurisdizione>. La conclusione di Prigogine è sì un riconoscimento dell'importanza dei problemi sollevati da Monod, ma anche, nel contempo, un invito al superamento della posizione del biologo francese: <Jacques Monod aveva ragione: è ormai tempo che ci assumiamo i rischi dell'avventura umana... E' ormai tempo per nuove alleanze, alleanze da sempre annodate, per tanto tempo misconosciute, tra la storia degli uomini, della loro società, dei loro saperi e l'avventura esploratrice della natura>. In questa prospettiva di riconciliazione delle due culture, il sapere scientifico diventa <ascolto poetico della natura e contemporaneamente processo naturale nella natura, processo aperto di produzione e d'invenzione, in un mondo aperto, produttivo e inventivo>.

La nuova alleanza, ripercorre le tappe principali di sviluppo della scienza moderna. Secondo Prigogine benchè al tempo di Newton la scienza operi una separazione tra mondo dell'uomo e natura fisica, condivide con la religione l'interesse a trovare leggi fisiche  universali testimonianti la saggezza divina. Quindi la scienza moderna nasce sì dalla rottura dell'antica alleanza animistica con la natura, ma instaura un'altra alleanza con il Dio cristiano, razionale legislatore dell'universo.

Ben presto la scienza è tuttavia in grado di fare a meno del soccorso teologico e Prigogine indica nell'immagine del dèmone onnisciente di Laplace il simbolo della nuova scienza: Dio, per usare un'espressione dello stesso Laplace, non è più un'ipotesi necessaria.

A parere di Prigogine anche la revisione critica di Kant è solo un capovolgimento apparente, poichè se è vero che nella filosofia kantiana il soggetto impone la legge alla natura attraverso la scienza, è altresì vero che con Kant viene sancita la distinzione tra scienza e verità e con essa la separazione tra le due culture.

La ricostruzione di Prigogine vede l'Ottocento aprirsi con un evento inatteso e decisivo: nel 1811 Jean Joseph Fourier vince il premio dell'Accadémie per la trattazione teorica della propagazione del calore nei solidi. Questo evento può essere considerato l'atto di nascita della termodinamica, scienza matematicamente rigorosa ma decisamente <non classica>, estranea al meccanicismo. A parere di Prigogine, da quel momento in fisica s'instaurano due <universali>: la gravitazione e il calore.
L'impatto tecnologico della termodinamica è enorme. Bisogna però attendere fino al 1865 perchè Clausius, col concetto di entropia, ne tragga le conseguenze sul piano cosmologico: gli esiti finali che la nuova scienza del calore fa intravedere sono la dissipazione dell'energia, l'irreversibilità e l'evoluzione verso il disordine.

Nel XIX secolo viene però considerato solo lo stadio ultimo dei processi termodinamici. In questa termodinamica <dell'equilibrio> i processi irreversibili vengono accantonati come oggetti non degni di studio.

L'ultima parte della Nuova alleanza mostra come sia possibile gettare un ponte tra la concezione statica della natura e quella dinamica, tra universo gravitazionale e universo termodinamico. Ciò implica una drastica revisione del concetto di tempo che nella scienza attuale non è più solo un parametro del moto, ma <misura evoluzioni interne a un mondo in non-equilibrio>.

Prigogine ci dice che oggi l'universo accessibile alle nostre ricerche è esploso e che il tempo ha assunto una nuova immagine: <ironia della storia: in un certo senso Einstein è diventato, contro la sua volontà, il Darwin della fisica. Darwin ci ha insegnato che l'uomo è immerso nell'evoluzione biologica; Einstein ci ha insegnato che siamo immersi in un universo in evoluzione>. Anche attraverso la rimeditazione delle critiche mosse alla scienza da un pensatore <scomodo> come Bergson viene superata la divisione tra le due culture. In tal modo Prigogine scavalca la pessimistica conclusione di Monod per tratteggiare l'immagine di un universo in cui l'organizzazione degli esseri viventi e la storia dell'uomo non sono più accidenti estranei al divenire cosmico.

Suscitata proprio dai più recenti risultati scientifici, la riflessione critica di Prigogine si risolve infine in una nuova immagine della scienza stessa: <ogni grande era della scienza ha avuto un modello della natura. Per la scienza classica fu l'orologio; per la scienza del XIX secolo..., fu un meccanismo in via di esaurimento. Che simbolo potrebbe andare bene per noi? Forse l'immagine che usava Platone: la natura come un'opera d'arte>.

Dopo la pubblicazione della Nuova alleanza Prigogine non ha cessato di approfondire le tematiche scientifiche imperniate sul concetto di struttura dissipativa. Attualmente questi sono stati ampliati ad altri campi, biologia e meteorologia soprattutto, e vengono condotti da gruppi di ricerca, guidati da Prigogine, sia presso l'Université Libre che presso il Center for Statistical Mechanics and Thermodinamics di Austin.

Nel 1978 Prigogine ha pubblicato From Being to Becoming (Dall'essere al divenire, Einaudi, Torino 1986). Nel 1988 Tra il tempo e l'eternità con I. Stengers e nel 1989 La Complessità, Esplorazione nei nuovi campi della scienza con G. Nicolis.

TRATTO DA: PRIGOGINE "LA NASCITA DEL TEMPO" - BOMPIANI 1998


pubblicazioni:

--  Ilya Prigogine - G. Nicolis, Le Strutture dissipative. Auto organizzazione dei sistemi termodinamici di non equilibrio,  Sansoni, 1982

-- Ilya Prigogine - Isabelle Stengers, La nuova alleanza. Metamorfosi della scienza, Einaudi, Torino, 1981

-- Ilya Prigogine - Isabelle Stengers, Order out of chaos Man's new dialogue with nature, Bantam books, 1985

-- Ilya Prigogine, Dall'essere al divenire. Tempo e  complessità nelle scienze fisiche, Einaudi,Torino, 1986

-- Ilya Prigogine - Isabelle Stengers, Tra il tempo e l'eternità, Boringhieri, Torino, 1989

-- Ilya Prigogine - G. Nicolis, La complessità. Esplorazioni nei nuovi campi della scienza, Einaudi,Torino, 1991

-- Ilya Prigogine, La nascita del tempo, Bompiani, Milano, 1991

-- Ilya Prigogine, Le leggi del caos, Laterza, Roma-Bari, 1993  estratto

-- Ilya Prigogine, La fine delle certezze: il tempo, il caos e le leggi di natura, Boringhieri, Torino, 1997

-- Ilya Prigogine - Dilip Kondepudi, Termodinamica. Dai motori termici alle strutture dissipative, Boringhieri, Torino, 2002

-- Ilya Prigogine, Il futuro è già determinato?, Di Renzo Editore, Roma, 2003

libri su Prigogine:

Giuseppe Gembillo - G. Giordano - F. Stamandino, Ilya Prigogine scienziato e filosofo,  Armando Siciliano Editore, 2004

Giuseppe Gembillo - G. Giordano, Ilya Prigogine. La rivoluzione della complessità,  Aracne, 2016

Simone Benedetti, La vita della natura: Introduzione al pensiero di Ilya Prigogine,  Audiobook, Area51 Publishing, 2017, Estratto audibile 


 


a cura di Pio Passalacqua  piopas@tin.it

 

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